Blog del prof. Salvo Lizzio

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PON “Vogliamo un ambiente pulito” (2)

Giovedì 19 marzo si è tenuto il secondo incontro del corso PON “Vogliamo un ambiente pulito”.
Durante l’incontro si è parlato dell’oggetto di studio dell’ecologia e dunque degli ecosistemi. Sono stati inoltre approfonditi i concetti di catena e di rete alimentare.

Materiali didattici:

Ecologia, ecosistemi, catene e reti alimentari
Sitografia:

Ecologia, ambientalismo, ecosistema, biocenosi, biotopo su Wikipedia.

PON “Vogliamo un ambiente pulito” (1)

Ieri pomeriggio alle 14,30, nei locali dell’Istituto Regina Elena, ha avuto inizio il corso di formazione PONVogliamo un ambiente pulito“.
Il corso, diretto agli alunni del biennio dell’istituto, avrà una durata di 50 ore e prevede, oltre ad alcune lezioni teoriche di ecologia, esperienze e lavori di gruppo, attività di ricerca e la relizzazione di un sondaggio volto ad evidenziare la sostenibilità e la qualità dell’ambiente locale.
I materiali didattici utilizzati durante il corso saranno di volta in volta pubblicati sul presente blog assieme agli elaborati eventualmente prodotti dagli studenti.

Nel corso del primo incontro sono state svolte le seguenti attività:

Test d’ingresso
Presentazione ed obiettivi del corso
Visione e commento del filmato:”La storia delle cose“. (1, 2, 3).

Il prossimo incontro si terrà giovedì 26 marzo alle ore 14,30; parleremo di ecosistemi, materia ed energia.

Maratonina della Concordia - AG

Domenica 8 marzo per la prima volta ho corso la maratonina della Concordia di Agrigento.
Senza ombra di dubbio è stata la maratonina più dura che abbia mai corso; il percorso di questa gara infatti, interamente cittadino e da ripetere tre volte, è caratterizzato da diversi saliscendi che specie nell’ultimo giro mettono a durissima prova i concorrenti.
Nonostante la fatica comunque, anche questa volta sono riuscito a migliorarmi…. ma solo di un secondo…. Tempo finale: 1h 25′ 27”.
Adesso spero solo di recuperare al più presto le forze e l’energia necessaria ad affrontare la prossima competizione: la maratona di Roma del 22 marzo.

Il futuro energetico italiano.

Leggendo i giornali di oggi, mi ha particolarmente colpito la notizia del discorso che il presidente degli Stati Uniti Barak Obama ha pronunciato al congresso degli Stati Uniti. Volendo riassumere in poche righe i 52 minuti del discorso, a tratti drammatico e a tratti ottimistico, il presidente ha essenzialmente detto che le fondamenta economiche e morali del paese si baseranno una serie di investimenti che interesseranno la creazione di posti di lavoro, il raddoppio della consistenza delle energie rinnovabili, la riforma della sanità e la promozione della cultura e dell’educazione scolastica.
Azz! mi sono detto… ma sta copiando in tutto e per tutto il programma del nostro amato presidente del consiglio!!!
Rigurado al futuro energetico del nostro paese, proprio ieri Piersilvio, forte del sostegno referendario che 22 anni fa ha bandito il nucleare in Italia, ha stilato un accordo con la Francia per la costruzione di 4 nuove centrali nucleari in Italia. Purtroppo per tutti noi, puntare oggi sul nucleare è una scelta che renderà sempre più incerto il nostro futuro.

A parte gli incidenti che nel recente passato hanno mietuto migliaia di vittime, anche se verosimilmente tali rischi con la tecnologia odierna possono essere in parte contenuti, l’adozione del nucleare (almeno nei paesi tecnologicamente più avanzati) non ha futuro perché (tratto da WWF Italia):

  1. Non possiediamo miniere di uranio, quindi siamo destinati comunque alla dipendenza da fonti di importazione, così come oggi lo siamo con il petrolio e il gas.
  2. Le stime relative ai costi non tengono conto della questione della scarsità delle riserve di uranio. Un falso mito, infatti,  è connesso alla presunta abbondanza dell’uranio in natura. Oggi solo in pochi paesi sono presenti importanti giacimenti e oltre il 50% delle riserve accertate risultano concentrate in Australia, Kazakistan e Canada. Le riserve di uranio realmente sfruttabili sono sufficienti ad alimentare gli attuali 440 reattori per soli 40-50 anni.
  3. In Italia esistono problemi enormi per individuare un sito adatto. Problemi non solo di accettazione sociale: il nostro è un territorio fortemente sismico, pervaso dal dissesto idrogeologico e con spazi fluviali ancor più ridotti e prosciugati per buona parte dell’anno.
  4. Le tecnologie legate a fotovoltaico stanno marciando a passi a gigante. Non si può dire altrettanto per l’energia nucleare che è ancora al palo. Nonostante questo i fondi destinati a rinnovabili sono assai inferiori a quelli destinati al nucleare. La ricerca per l’energia nucleare ha bruciato il 90% delle spese di ricerca destinate alle fonti energetiche alternative ai combustibili fossili.
  5. Negli ultimi venti anni c’è stato un forte declino negli ordini di nuovi reattori a causa della discutibile economicità del nucleare.  Nonostante l’industria del nucleare civile operi da mezzo secolo, va notato come, a differenza di altre tecnologie, gli sviluppi di questo settore non abbiano portato ad una maggiore efficienza economica nella realizzazione e gestione degli impianti.

Per saperne di più scarica il dossier di Legambiente, WWF e Greenpeace.

Maratonina di Siracusa 2009

Domenica 15 febbraio a Siracusa ho corso la mia sesta maratonina. Non credevo di poter migliorare ulteriormente il tempo su questa distanza ma, sorprendendo anche me stesso, sono riuscito a fermare il cronometro oltre 2 minuti prima (1h 25′28”) della maratonina di Catania (1h 27′37”). Come sempre, correre questo genere di gare regala ogni volta grandi emozioni: ritmo serrato dall’inizio alla fine, sofferenza, fatica, ma anche gioia e gratificazione. Forse è la prima gara in cui non ho avuto significativi cedimenti del ritmo (fatta eccezione per l’ultimo chilometro in salita prima dell’arrivo).

Steve Vai

Steve Vai è un chitarrista statunitense (di chiare origini italiane) tra i migliori al mondo. Per la spaventosa tecnica, per l’innegabile talento, e per aver compiuto sei anni il sesto giorno del sesto mese del 1966, è stato spesse volte definito “diabolico”. E’ conosciutissimo per la sua musica strumentale per chitarra, ma anche per aver suonato con diversi artisti (Frank Zappa, David Lee Roth) e gruppi rock (Whitesnake). Dal punto di vista della tecnica è famoso per il suo tapping e per il suo stile solistico caratterizzato da un impressionante padronanza del legato e della leva. Il mondo musicale di Frank Zappa ha influito decisivamente sulle peculiarità chitarristiche di Vai. Un’altra capacità di Steve Vai è quella di far letteralmente “parlare” la sua chitarra in un mix perfetto di tecnica, espressione e feeling.
Naturalmente su YouTube non potevano mancare i suoi video.

Come sbarazzarsi di Microsoff Winzozz!

Convivere con un sistema Microsoft Windows ha sempre comportato diversi problemi (blocchi improvvisi con relative schermate blu, rallentamenti inspiegabili del sistema, aggressione da parte di virus informatici e malware di tutti i tipi, necessità di installare specifici programmi anche per compiere operazioni banali, costo delle licenze d’uso, compatibilità con le precedenti versioni, ecc. ecc.). Purtroppo fino a qualche anno fa le alternative al sistema delle finestre non erano molte (Mac OS X, OS2) e spesso non all’altezza dell’utente comune (Unix e alcune sue varianti come Solaris e Linux).
In questi ultimi anni per fortuna, quest’ultimo siatema operativo è divenuto facilmente utilizzabile da chiunque abbia un minimo di dimistichezza con un sistema Winzozz, ma a differenza di quest’ultimo, non presenta gli inconvenienti precedentemente accennati e sopratutto è un sistema “libero” e gratuito.
Per chi volesse approfondire come migrare facilmente al sistema del pinguino, guardate i seguenti video:

Imparare la fisica… giocando!

Leggendo i feed RSS di Tuxfeed, la mia attenzione è stata catturata dalla recenzione di Phun, un software educativo che, coniugando magnificamente potenza, semplicità, divertimento e grafica, fornisce un realistico ambiente di simulazione con cui possono essere sperimentate le leggi fondamentali della fisica classica.
Con pochi click del mouse Phun crea facilmente un mondo di cose che si scontrano, rimbalzano, oscillano, corrono, volano e galleggiano; si possono realizzare le più incredibili macchine oppure disegnare situazioni in cui solidi, fluidi e aeriformi interagiscono rispettando le leggi della fisica del mondo reale.
Phun è un software gratuito, disponibile in italiano sia per sistemi Windows, che per Linux e Mac.

Per avere un’idea delle potenzialità del software guardate il seguente video.

Per muovere i primi passi con Phun guardate il seguente video:

Samsung NC10

Da quando Asus ha introdotto sul mercato la fortunata serie di mini-portatili a basso prezzo Eeepc, per accaparrarsi una quota di questa ormai importante fascia di mercato, anche le altre case costruttrici hanno iniziato a produrre i loro netbook. Tra i modelli commercializzati in Italia, oltre ad Acer, Toshiba, Fujzu siemens, Dell, MSI, quello che personalmente reputo più interessante (al punto da entrare pericolosamente tra gli oggetti dei miei desideri) è il Samsung NC10.

Le caratteristiche hardware del piccolo sono simili a quelle della concorrenza, rispetto ai quali vanta un ottimo display da 10,2 pollici, un hard disk da 180 GB, una tastiera di grandi dimensioni e una batteria a 6 celle agli ioni di litio che fornisce un’autonomia reale di poco inferiore alle 4 ore.
Purtroppo il sistema operativo fornito è windozz xp, ma qualcuno è già riuscito a istallarci linux facendo funzionare quasi tutte le periferiche.

Se volete saperne di più cliccate qui e qui, oppure guardate il seguente video.

Il test Conconi

Come ogni fondista anch’io desidererei correre il più a lungo possibile e alla massima velocità. Purtroppo non si può essere allo stesso tempo centometristi e maratoneti, perché tutti sappiamo che all’aumentare della velocità diminuisce la capacità di tenere il ritmo. Ciò è dovuto ai meccanismi fisiologici che caratterizzano gli sforzi intensi: in tali condizioni infatti, non riuscendo a soddisfare le elevate richieste di ossigeno, al metabolismo cellulare aerobico si affianca quello anaerobico. Quest’ultimo, anche se in misura minore, garantisce la produzione di energia (ATP) anche in assenza di ossigeno, ma determina la formazione di un metabolita intermedio: l’acido lattico. Quando la produzione di acido lattico supera le capacità di smaltimento dei muscoli, la sua concentrazione nel sangue aumenta e subentra l’affaticamento: ciò corrisponde approssimativamente alla cosiddetta soglia anaerobica.

In linea di principio conoscere la propria soglia anaerobica può risultare molto utile per programmare i propri allenamenti. Ma come si fa a calcolarla?
In letteratura sono riportati diversi metodi più o meno precisi. Il metodo più semplice da usare e il meno invasivo, anche se presenta qualche limite, è il test di Conconi.

Il test viene eseguito in pista: dopo un adeguato riscaldamento, si parte con una velocità iniziale relativamente contenuta e, a intervalli regolari di 200 m, si incrementa costantemente il ritmo di corsa sino ad effettuare nelle fasi finali della prova uno sprint massimale.
I parametri da rilevare sono la velocità di corsa e la frequenza cardiaca media. Mediante lo studio della relazione grafica tra queste due variabili si determina il punto in cui il rapporto tra frequenza e velocità diventa curvilineo e non più lineare. Questo punto, detto “di deflessione”, rappresenta la soglia in cui la velocità inizia a determinare l’accumularsi di una crescente quantità di lattato nel sangue.

Mercoledì mattina ho effettuare il suddetto test presso la pista di atletica dello stadio Polivalente di Aci S. Filippo, utilizzando il cardiofrequensimetro del mio gps Garmin Forerunner 305. Eseguire il test è stato piacevole e stimolante; l’unica difficoltà è stata quella di dover incrementare in maniera regolare (circa 10″ /km) il ritmo di corsa ogni 200 m.

Riportando i dati raccolti durante il test in un sistema di assi cartesiani avente come ascisse e come ordinate rispettivamente la velocità (in km/h) e la frequenza cardiaca media (bpm) ho ottenuto il seguente grafico.

Osservando il grafico si nota che intorno ai 15 km/h (ovvero intorno a 4′/km) si osserva il cosiddetto “punto di deflessione” ossia il punto in cui all’aumentare della velocità, la frequenza cardiaca non aumenta più linearmente (come ci si attenderebbe seguendo la retta blu che interpola la fase lineare del test). Alla suddetta velocità la frequenza cardiaca media osservata era di 148 bpm.

Il valori osservati, nel mio caso coincidono anche con i tempi osservati durante le gare e gli allenamenti. Ultimamente infatti, ho corso la mezza maratona (gara in cui un amatore corre sicuramente al di sotto della soglia anaerobica) in 1h e 27′ cioè ad una media di circa 4′09”/km e l’ultima gara breve (6700 m) ad una media di 3′50″/km che, considerata la significativa fatica accumulata, è sicuramente al di sopra della soglia anaerobica.

Se eseguito correttamente dunque, il test di Conconi può rivelarsi attendibile e quindi utilizzabile per programmare i propri ritmi di allenamento.